Il Dermatologo e le Infezioni Sessualmente Trasmesse: connubio indissolubile?

L. Valenzano



Le malattie sessualmente trasmesse probabilmente sono comparse contemporaneamente con la nascita dell’uomo. E perciò sono state sempre un importante oggetto di osservazione, cura e preoccupazione in tutte le epoche.
Nell’Antico Testamento (Levitico cap. XV), le MST vengono ad esempio già denominate “impurità sessuali”, con evidente giudizio moralizzante, come analogamente in molti altri testi antichi.

Queste patologie sono ancora oggi un incombente pericolo a livello individuale ed un grande problema di salute pubblica a livello mondiale. L’OMS calcola che ogni anno avvengono nel mondo 350 milioni di nuove MST con livelli massimi nel Sud-est Asiatico e nell’Africa Sub-sahariana e, nella sola Europa, oltre 30 milioni di cui 18 nell’Europa orientale e 16 in quella occidentale. Anche in Italia le MST risultano in variabile e progressivo aumento, e talvolta con aspetti diversi da quelli tradizionali per l’intervento di svariati fattori patomorfosici. Ed anche i fattori di rischio negli ultimi tempi si sono notevolmente ampliati e modificati rispetto a quelli tradizionali in  sintonia con le mutate condizioni di vita. 
Il Dermatologo ambulatoriale deve quindi oggi confrontarsi non solo con le ampie dimensioni del problema, ma anche in particolare con il fenomeno delle varie modificazioni assunte dalle MST e  con le eventuali interferenze che possono intercorrere fra loro, e che spesso sono tali da rendere difficili la precisa identificazione ed il relativo trattamento. E tutto ciò rende ancora più complesso ed intricato l’approccio sindromico che purtuttavia resta la modalità ancor oggi più praticata nell’ambulatorio dermatologico.
Per queste motivazioni vengono quindi rivisitati gli aspetti clinico-morfologici delle MST ai fini di  un corretto approccio diagnostico-terapeutico, e per sottolineare ancora una volta il ruolo primario che il Dermatologo assume nei loro confronti.
In effetti il rapporto fra le MST e il Dermatologo, sotto un profilo clinico-pratico, si basa sulla fondamentale considerazione che le MST si esprimono sempre e ampiamente su cute e mucose, e che quindi, nella stragrande maggioranza dei casi, costituiscono oggetto di diagnosi visive “a colpo d’occhio”, secondo il tradizionale processo dell’ “osbservatio et ratio”.
Ed ancor più implicazioni umane, sessuali, relazionali, sociali, deontologiche e legali, rendono le MST patologie particolari che richiedono uno specialista all’uopo dedicato.
L’indagine clinica e la diagnosi di tali malattie, viene posta partendo dai sintomi percepiti dal paziente (anamnesi) e dai segni percepiti dal Medico (E.O.), in base ai quali viene posta un’ipotesi diagnostica. Poi dal confronto con quadri nosografici ben noti (D.D.), si giunge finalmente alla diagnosi. 
Perciò l’approccio diagnostico alle MST nella pratica ambulatoriale, deve prevedere un Medico esperto (“visually literate”), una diagnosi “a colpo d’occhio”, ed un processo automatico di riconoscimento (“pattern recognition”).
Si realizza così il cosiddetto “approccio sindromico” che non deve essere mai disgiunto da un  counseling più ampio e completo possibile e da un alto grado di compliance, quella che M. Janier brillantemente definisce: “Stricte confidialité propre  Ã  notre art”.
In tal modo può realizzarsi un “circolo virtuoso” fra le MST e il Dermatologo, al fine di ottenere una cura efficace ed una prevenzione accurata, attraverso il “to care not to cure” e l’”empowerment”.
A tale proposito ancora M. Janier ci ricorda che “la maggioranza delle MST si manifestano con sintomi e segni dermatologici locali sugli organi genitali...e che in tutti i Paesi del mondo, ad eccezione del UK, ove esiste un’altra specializzazione GUM (Genito-Urinary Medicine) della durata di cinque anni, le MST sono incluse nella dermato-venereologia, e quindi non c’è alcuna ragione per privare i pazienti di questa secolare competenza...”.
Certamente le MST, ex malattie “veneree”, sono sempre più una patologia “multispecialistica”, ovvero condivisa fra dermatologi (in primis per predisposizione mentale, culturale e operativa), ginecologi, urologi, infettivologi, medici generici, epidemiologi, microbiologi, anatomopatologi, medici legali etc.
Possiamo quindi concludere che il connubio fra Dermatologo ed MST è ancora oggi indissolubile, ma con molte eccezioni ed evasioni...e quindi di certo non esclusivo!

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